Norvegia a misura di bambino, da Bergen a Oslo passando per le Isole Lofoten

Un giorno una mia collega mi parla di un viaggio unico e meraviglioso fatto a bordo di una nave Postale diretta fino udite udite a Capo Nord. Quella conversazione scatena in me un’immediato interesse e curiosità nei confronti di una terra dal fascino sorprendente, a sole 2 ore e mezza di volo da noi.

La Norvegia è conosciuta per essere uno dei paesi più costosi al mondo e portarsi i figli al seguito non facilita di certo il tenere sotto controllo la “contabilità” del viaggio. Il nostro rientro risale a pochi giorni fa ed effettivamente vi posso confermare che le carte/bancomat sono in continuo utilizzo (si paga tutto in questo modo, persino le giostrine dei bambini agli angolo dei centri commerciali!). Una cosa però è certa, dimenticherete presto i NOK spesi una volta che i vostri occhi vedranno paesaggi a dir poco da cartolina destinati a lasciare un segno indelebile nelle vostre menti e cuori.

In questa mini guida vi porterò a spasso con noi in un’incredibile avventura e vi darò qualche consiglio utile sulle attività kid’s friendly e su come evitare che il portafoglio pianga al vostro ritorno.

Partecipanti: Papà Marco, Mamma Betty, Benjamin (baby n. 1 di 3 anni e mezzo), Bianca (baby n. 2 di 1 anno e mezzo)

Periodo: dal 6 al 18 agosto 2022

Tappe: 3 notti a Bergen, 3 notti a bordo del Postale Hurtigruten, 3 notti alle Isole Lofoten, 3 notti a Oslo

Totale spesa: all’incirca 5.000 euro

(aerei: 1.200 euro, appartamenti/hotel: 1.300 euro, Postale: 1.200 euro, Noleggio auto: 345 euro, musei/cibo/varie:1.000 euro)

Highlight del viaggio: Isole Lofoten

Consiglio: Prenotare in anticipo è sicuramente un bel vantaggio sia per la scelta degli alloggi sia per avere accesso a biglietti scontati con i mezzi. Agli hotel abbiamo preferito gli appartamenti, sia per i prezzi più contenuti che per la comodità di potersi preparare qualcosa senza dover necessariamente andare al ristorante. Per questo viaggio abbiamo fatto una cosa che non facciamo mai: ci siamo portati in valigia del cibo da casa optando per riso, pasta e conserve. Giusto per darvi un’idea, entrare in un supermercato per prendere “due cose” e spendere meno di 50 euro è praticamente impossibile.

Bergen con bambini, cosa fare anche con la pioggia

Avevamo letto che Bergen è una delle città più piovose al mondo ed è proprio così che ci ha accolti, con tanta tanta pioggia. Arriviamo il 6 agosto in tarda serata e ci dirigiamo verso il nostro alloggio, un grazioso appartanto prenotato su airb&b in zona abbastanza centrale (costo 400 euro circa per 3 notti, indirizzo Gørbitz’ gate, 11, Bergenhus, Vestland). Il mattino seguente constatiamo che la pioggia non ha mollato la sua presa, ci armiamo così di ombrelli e cappottina antipioggia per il passeggino e andiamo alla scoperta della città. Iniziamo a capire cosa i Norvegesi intendono quando dicono “there’s not such a thing as bad weather, there’s bad clothing”. Tutti sono infatti super attrezzati per il meteo avverso, soprattutto i bambini che con i loro passeggini 4×4 sono fin da piccoli abituati a fare TUTTO nonostante le intemperie. Pieni di entusiasmo ci dirigiamo verso il cuore pulsante di Bergen, il Fish Market o Bryggen.

Nelle bancarelle si può comprare pesce freschissimo ed assaggiare piatti prelibati (ottimi i panini al salmone e alla balena, costo circa 16 euro cad.). Consiglio: se avete sete e volete risparmiare qualche NOK chiedete di un bicchiere d’acqua (al posto di una bottiglietta), non berrete mai un’acqua così fresca come quella proveniente dai rubinetti norvegesi! Il porto è costeggiato dalle tipiche casette colorate in legno, un tempo magazzini per lo stoccaggio del pesce oggi ospitano negozi di souvenir e bar/ristoranti molto invitanti. Decidiamo di acquistare all’Ufficio del Turismo la Bergen Card per 48 ore (costo circa 30 euro per adulto e 12 euro per bambino dai 3 ai 15 anni). Questa Card permette di avere accesso gratuito o con sconto a numerose attrazioni della città. La consiglio assolutamente se si prevede di visitare qualche museo e di muoversi con i mezzi pubblici.

Siccome la pioggia si fa sempre più forte decidiamo di passare il resto della giornata al Museo della Scienza, un ampio spazio studiato per far divertire grandi e piccini con una miriadi di attività interattive molto interessanti e accattivanti…se avete bambini al seguito ne rimarranno entusiasti! Vi accenno solo che alla fine del percorso c’è un’enorme postazione LEGO dove i bambini possono costruire e dare sfogo alla loro creatività.

Il giorno successivo il tempo ci dà un pò di tregua. Decidiamo così di arrampicarci sul Monte Floyen a bordo della Floybanen Funicurar, una cabina su monorotaia molto suggestiva. Mano a mano che si sale il paesaggio si fa sempre più bello, fino a raggiungere la terrazza a fine corsa da cui si gode una vista di Bergen senza pari.

Dalla terrazza parte un percorso che vi porterà ad un parco giochi e alla foresta dei Troll che hanno immediatamente entusiasmato i nostri bimbi. Come probabilmente saprete la Norvegia è una nazione giovane ed è famosa per l’attenzione che rivolge ai più piccoli. I parchi giochi sono immensi e molto ben attrezzati e i mezzi di trasporto sono stati studiati per garantire il comfort e la sicurezza dei più piccoli viaggiatori (ci sono persino dei seggiolini incorporati nei sedili degli autobus, cosa mai vista prima d’ora!).

Per concludere la giornata prendiamo un autobus e raggiungiamo il Museo della Pesca, apprezzatissimo dal nostro Benjamin che ha potuto imparare un sacco di cose con video e giochi interattivi (non voleva più staccarsi dalla canna da pesca e dai pesci pupazzo che si potevano pescare da una vasca creata ad hoc per il divertimento di tutta la famiglia).

L’ultimo giorno a Bergen decidiamo di girare con tranquillità in attesa di imbarcarci sul Postale. Visitiamo così l’Acquario della città.

Anche qui i bambini sono al settimo cielo, molte le sale interne ed esterne da scoprire e ciliegina sulla torta…sul tetto della struttura si sviluppa un meraviglioso parco giochi. Questa visita è stata per noi di estrema importanza perchè ha permesso a Benjamin di staccarsi definitivamente dal suo adorato ciuccio. In una delle sale è infatti presente un canestro in cui i bambini possono lanciare il proprio ciuccio che diventerà “proprietà” dei pesci.

Si fanno le 18:30, ci dirigiamo verso l’imbarco dell’Hurtigruten per iniziare il secondo capitolo di questa grande avventura, la crociera sui fiordi attraverso la nave Postale. Prima dell’imbarco viene offerto a ogni passeggero dell’ottima zuppa di pesce a cui fa seguito uno squisito dolce alla cannella accompagnato da una bevanda a scelta…spuntino molto apprezzato.

Hurtigrutem che passione!

Impagabile è stata la reazione dei bambini una volta a bordo e dopo aver ispezionato la nostra cuccetta.

Il Postale Hurtigruten concede molta flessibilità permettendo ai passeggeri di scegliere la modalità del viaggio. Alla classica crociera che da Bergen porta a Capo Nord si può optare per una formula “open” che consente di interrompere il tragitto scendendo a uno dei porti per poi risalire dopo qualche giorno per proseguire il viaggio. Noi abbiamo deciso di arrivare fino a Svolvaer (Isole Lofoten) approfittando delle soste un pò più lunghe per visitare alcuni villaggi costieri. E’ stata per noi la soluzione più pratica perchè ci ha permesso di tenere la valigia ferma per 3 notti senza dover disfare e rifare bagagli ogni sera (costo 1.200 euro circa con colazione inclusa).

A bordo sono presenti 2 ristoranti e 1 bistrot. E’ qui dove abbiamo mangiato la maggior parte delle volte (l’insalata di gamberetti freschissimi è davvero ottima, 16 euro circa).

Le tappe del Postale sono numerose ma nella maggior parte dei casi la nave attracca per circa 15 minuti, giusto il tempo per scaricare e caricare la posta e far scendere/salire i turisti o i “local” che si spostano in questo modo. Solo in pochi casi invece la sosta è più prolungata (un paio di ore circa) e quindi è possibile scendere e andare alla scoperta di queste meravigliose perle incastonate nella frastagliata costa norvegese (i posti da noi visitati sono stati Alesund, Trondheim e Bodo).

L’Hurtigruten è un’imbarcazione più piccola rispetto alle grandi navi da crociera, aspetto che ho molto apprezzato. E’ più spartana ma allo stesso tempo ha tutti i comfort per garantire una navigazione d’eccellenza.

L’ultimo pomeriggio prima di arrivare a destinazione mi sono persino concessa un pò di relax all’interno di una delle due vasche idromassaggio poste a poppa. Vedere i fiordi costellati da casette rosse e fari bianchi immersa nel tepore della jacuzzi è stata un’esperienza unica!

Così come è stata unica la cerimonia di “battesimo” quando si oltrepassa il Circolo Polare Artico! L’ultima mattina a bordo infatti il capitano raduna tutti i passeggeri al deck n. 7 e ai più temerari rovescia un mestolo di acqua fredda mista a cubetti di ghiaccio…mi sembra ancora di provare quell’adrenalina e quel brivido giù per la schiena…brrr!

Dopo tanto navigare finalmente vediamo in lontananza profilarsi davanti a noi in tutta la loro maestosità le Isole Lofoten. Le avevo sognate tanto, visto mille fotografie e video. Nulla equivale però all’emozione che si prova nell’essere “dentro la cartolina”, ve lo posso assicurare! Le Lofoten vanno vissute in totale libertà, spostandosi da una parte all’altra fino a raggiungere gli angoli più remoti e isolati, a parer mio i più belli.

Una volta attraccati a Svolvaer ritiriamo la nostra macchina (noleggio AVIS 345 euro, per 3 giorni). Le isole dell’arcipelago sono ben collegate dall’E10, una strada super panoramica disseminata da tunnel e ponti incredibili. Svolvaer è la capitale e anche la città più antica del Circolo Polare Artico. Qui troverete piccoli supermercati, negozi, ufficio del turismo, ristoranti ed hotel. Se avete intenzione di “arrangiarvi” con i pasti, consiglio di acquistare vettovaglie qui perché nei paesini più ad ovest, a parte qualche caffetteria e piccolo ristorante, sarà difficile trovare un supermercato con un po’ di scelta. Ecco le nostre tappe successive:

Henningsvær è un villaggio di pescatori molto pittoresco (a 25 km a sud-ovest di Svolvær) costruito su tante piccole isole e collegato all’isola principale grazie ad un ponte. Henningsvær ci colpisce per le tipiche casette di legno colorate e l’antico porto ai piedi di una falesia vertiginosa.

Non si può lasciare il paesino senza far visita al campo da calcio più spettacolare che ci sia tanto da essere stato definito come “il più bello del mondo”…scopriremo che alle Lofoten tante cose sono state etichettate così! Lo stadio si trova su un isolotto roccioso circondato da montagne ripidissime che finiscono a strapiombo sul mare. Il campo è circondato da grandi rastrelliere per l’essiccazione del merluzzo che impediscono alla palla di finire in acqua.

Risaliamo in macchina e percorriamo una strada panoramica meravigliosa che ci porta a Nusfjord. Ci fermiamo più volte nel tragitto per ammirare questa natura selvaggia che regna sovrana. I bambini stanno facendo il pisolino e ne approfittiamo per immortalare in qualche scatto ciò che i nostri occhi stanno assaporando, tutto merita una fotografia, anche la cosa più banale. Il fiordo è disseminato di casette rosse su palafitta. Facciamo tappa (ormai “fissa” in ogni posto che visitiamo) al piccolo café per rifocillarci con brioche rigorosamente alla cannella e tè caldo.

Continuiamo lungo la E10 fino a raggiungere Hamnøy, dove passeremo la notte. Abbiamo prenotato all’Eliassen Rorbuer (300 euro circa), uno splendido insieme di cottage incastonato tra le montagne un tempo case dei pescatori. Avete presente la classica foto cartolina delle isole Lofoten con le casettine rosse e una bellissima montagna come sfondo? Ecco, è scattata proprio in questo posto incredibile. Per questa notte ci siamo voluti coccolare scegliendo uno dei cottage più grandi, con vista. Molti mi dicevano che le Lofoten “profumano” di pesce ed effettivamente in questa casa l’odore (niente affatto spiacevole) si è fatto sentire ed ha contribuito a rendere il nostro pernottamento ancora più suggestivo. Potete solo immaginare la felicità dei nostri piccoli esploratori nel percorrere il molo in lungo e in largo e nel dormire nei bellissimi letti a castello (Benjamin ne parla ancora adesso!).

Il giorno successivo arriviamo a Reine, il più antico e forse il più pittoresco villaggio dell’arcipelago. Il viaggio è breve, sono solo pochi km da Hamnøy. Punteggiato da casette rosse e bianche e circondato da bellissime montagne, si affaccia direttamente sulla Reinevågen. Qui nella giusta stagione si possono osservare bellissime Aurore Boreali. A Reine incontriamo molti turisti che si apprestano a risalire un ripidisismo sentiero, una scalinata in pietra che porta sulla sommità del monte Reinebringen (448 m). Purtroppo con bambini piccoli al seguito e viste le cattive condizioni metereologiche di quel giorno non è stata per noi un’escursione fattibile. Sarà sicuramente un buon motivo per tornare a farci incantare da questo posto incredibile. 

A meno di 10 chilometri a ovest di Reine c’è il capolinea della E10 e il suggestivo villaggio di Å, l’ultimo delle isole Lofoten.
Bisogna parcheggiare l’auto e proseguire a piedi per arrivare nel vero e proprio villaggio, passando attraverso un sentiero che porta anche sulla scogliera. Lì sembra di essere alla fine del mondo, invece si è solo alla fine delle isole. Troverete ad Å un café e Il Norwegian Fishing Village Museum, un museo dedicato allo stoccafisso.

Arrivati all’ultima zona battuta dall’uomo non ci resta altro che fare retro front e ritornare a Svolvaer per la riconsegna della macchina. In questo tragitto decidiamo di addentrarci verso la costa nord alla scoperta di due spiagge a dir poco meravigliose.

Quella di Haukland è una spiaggia riparata dal vento e offre una sabbia bianca brillante. Direttamente dietro la spiaggia c’è un prato dove è possibile piantare la tenda. Consiglio: fate la passeggiata che congiunge questa spiaggia a quella di Uttakleiv, il percorso è davvero bello e facilissimo (anche con il passeggino).

Ai bambini sono piaciute tantissimo le pecorelle e caprette che sono al pascolo nei prati circostanti e che si avvicinano incuriosite alla ricerca di qualcosa da sgranocchiare. La natura sovrasta ogni cosa con un connubio di ingredienti perfetti e ci lascia completamente estasiati.

Quando risaliamo in macchina il sole finalmente fa capolino. I colori si fanno ancor più vividi e il paesaggio che scorre davanti ai nostri occhi è di una bellezza ineguagliabile.

Passiamo l’ultima notte a Svolvaer presso lo Scandic Hotel (135 euro circa con colazione). Ci godiamo le ultime ore in questa terra meravigliosa a volte surreale da quanto bella.

Al mattino ci aspetta puntuale l’autobus che ci porta all’aeroporto di Evenes (viaggio di 3 ore).

Con un pò di tristezza e malinconia negli occhi ci prepariamo ad affrontare la quarta ed ultima tappa della nostra avventura.

Oslo here we come!

Le cose da fare in questa vivace capitale sono davvero molte. Quelle sotto elencate sono secondo noi da non perdere se viaggiate con bambini e se il tempo non è proprio eccezionale.

Fram Museum

E’ il museo dedicato alla nave Fram, la piu’ grande nave artica costruita dalla Norvegia. Un museo interattivo che racconta le esplorazioni con giochi ed esperienze. I bambini con entusiasmo si sono cimentati nella vita di bordo sentendosi dei veri e propri esploratori…abbiamo davvero faticato a farli uscire dalla struttura!

Museo popolare norvegese

Un originale museo all’aperto dove vedere fattorie e abitazioni provenienti da ogni regione della Norvegia rievocando la vita quotidiana delle comunità nelle valli e nei fiordi norvegesi.

Si possono vedere anche figuranti negli abiti tradizionali folkloristici…è una bella passeggiata nella natura molto educativa e sicuramente da non perdere.

Poco distante c’è il Museo delle navi vichinghe che però al momento è chiuso per ristrutturazione.

ll Parco di Vigeland, o Parco delle Sculture è un’esposizione permanente a cielo aperto, molto bello soprattutto se ci si vuole allontanare dal centro città. All’inizio del complesso c’è un enorme parco giochi, i vostri piccoli rimarranno a bocca aperta nel vedere le molteplici torrette, ponti tibetani, scivoli e quant’altro.

Se dopo aver corso su e giù per il parco vi viene una gran fame (com’è successo a noi) non posso che consigliarvi il Den Glade Gris (St. Olavs Gate 33, 0166 Oslo), un ristorantino pieno di carattere dove servono uno stinco di maiale che è la fine del mondo!

Ormai c’è aria di rientro, con la pancia piena facciamo un ultimo giro nelle vie del centro che pulsano e brulicano di vita e torniamo nel nostro appartamentino (Urban Apartments Grünerløkka, costo 322 euro per 3 notti). Ricomponiamo per l’ultima volta le valigie con un certo velo di tristezza.

LA NORVEGIA ci ha regalato delle grandi emozioni. E’ un paese straordinario e unico. E’ la terra dei troll e dei vichinghi, dei vasti spazi e della vegetazione rigogliosa, delle montagne a picco sul fiordo, dei ponti e delle gallerie. Le Isole Lofoten sono state la più bella delle scoperte. Respirare quell’aria fresca, dormire nelle casette di legno dei pescatori e vedere la scintilla della curiosità brillare negli occhi dei nostri piccoli non ha davvero avuto prezzo. Ripenso a quanto bene viva la gente da queste parti e faccio tesoro di questa incredibile esperienza che tra le tante cose ci ha permesso di assaporare un ritmo di vita più umano, più dolce, più armonioso. Non c’è inquinamento, né traffico. Ricordo indelebile la montagna che finisce direttamente in mare, pura bellezza e poesia!

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